Finalizzato l’accordo fra l’Assessorato toscano alla Salute e Fimmg.
È dai tempi della pandemia che il problema delle liste d’attesa per gli esami diagnostici è sempre più grave: agli arretrati del lockdown, infatti, si sono man mano aggiunte le normali richieste di esami per una popolazione sempre più anziana, allungando ancora di più i tempi.
I medici di famiglia hanno dato la loro disponibilità a fare la loro parte per accorciare le liste d’attesa anni fa, e finalmente in Toscana è stato ultimato un accordo che farà arrivare la diagnostica direttamente negli studi medici.
I medici di medicina generale possono contribuire a smaltire una parte ben precisa delle richieste di esami, quelle per la diagnostica “di primo livello”: si chiamano così quegli esami che si effettuano per primi quando si cerca una diagnosi, come un’ecografia, un elettrocardiogramma o una spirometria. Spesso dopo uno o più esami di primo livello si svolgono invece quelli “di secondo livello” (come una risonanza magnetica o una tac), il cui compito è quello non di individuare dei problemi di salute ma di valutarli in maniera approfondita. Consentire ai medici di famiglia di fare esami di primo livello è molto utile per tutti: i cittadini hanno infatti una risposta più rapida ed efficace alla loro domanda di salute e allo stesso tempo si alleggerisce la pressione sugli ospedali, che così possono dedicare le loro risorse a casi più urgenti o più gravi.
L’accordo finalizzato in questi giorni tra l’Assessorato toscano alla Salute e le rappresentanze sindacali dei medici, capitanati dalla Fimmg, mette finalmente in campo un progetto che era stato inizialmente ideato cinque anni fa e salvo complicazioni potrebbe essere attivo già entro giugno, perché entro il 31 maggio le 3 Asl toscane dovranno presentare i progetti che lo metteranno in pratica.
Sono previsti due livelli di presa in carico e cinque attività diverse: per le malattie respiratorie (con spirometrie ed emogas), per quelle cardiovascolari (con ecg e holter), per il diabete (con ecg ed ecodoppler), per la medicina del dolore (con infiltrazioni) e per le visite ecoassistite (con ecografie al torace, all’addome ed ecodoppler). I 500 medici partecipanti riceveranno gli strumenti necessari dalle Asl, se non li hanno già, e dovranno fare una quota minima di esami in cambio di una somma predefinita. “Ci aspettiamo una buona risposta da parte dei colleghi”, ha commentato il Segretario regionale Fimmg Niccolò Biancalani, “in modo che questo sia solo un primo passo e che anche gli investimenti, per i quali ringrazio la regione per fiducia concessaci, possano in futuro aumentare”.
(Photo credits: Niklas Jeromin/Pexels)
